SMART IS NOW

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La digitalizzazione delle città: cosa sono, a cosa servono e come funzionano le città sostenibili.
Feb 4
6 min

Il digitale è il futuro delle città. E in qualche caso già il presente. Questo perché è inevitabile che, se la digitalizzazione caratterizza ormai ogni processo e settore, dai servizi al commercio passando per logistica e telecomunicazioni, questa trasformazione investa anche le città, sempre più alla portata del cittadino. Smart city, insomma. Ma cosa significa di preciso. Significa una città dove la persona è sempre al centro di ogni processo. La digitalizzazione della città è pensata per migliorare la qualità della vita, velocizzare processi, semplificare il modo di lavorare e di spendere il tempo libero. Un futuro per molte città, che in qualche caso è già presente, appunto, in diverse realtà. Italia inclusa.

Cosa sono e come funzionano le Smart City

Cosa significa essere smart, per una città? E rispetto alle città attuali, cosa implica diventare smart?

Innanzitutto, saper gestire le risorse in modo intelligente, puntando a diventare economicamente sostenibile, magari autosufficiente dal punto di vista energetico. Al passo con le innovazioni dal punto di vista digitale, per rispondere al meglio ai bisogni dei cittadini migliorandone la qualità della vita. Ogni settore digitale può mettere a frutto il proprio potenziale nelle città: si può pensare facilmente alle connessioni Wi-Fi cittadine gratuite ormai presenti quasi ovunque, ma anche arrivare a infrastrutture smart, strade percorse da automobili e mezzi a guida autonoma, incroci regolati da semafori intelligenti. Mobilità sostenibile basata sullo sharing, impianti di illuminazione intelligenti. Tutto questo fondato su una grande condivisione di dati, che significa anche offrire in breve tempo numerosi servizi al cittadino anche per scopi privati (si pensi a cosa può significare digitalizzare passaggi burocratici, richieste di documenti, etc).

Gli aspetti della vita cittadina che ne traggono benefici sono praticamente tutti: sicurezza, mobilità, scuola, turismo, sanità, commercio, raccolta dei rifiuti… l’elenco potrebbe continuare. Una trasformazione che porterà non solo benessere, ma anche lavoro. Si stima infatti che il 40% circa dei posti di lavoro (quasi 2,5 milioni) previsti nei prossimi anni saranno creati nelle città, e di questi più di 350mila saranno lavori ad alta specializzazione legati ai comparti della smart city. Le città digitali sono infatti attrattive e competitive, e possono essere uno stimolo per l’economia di un paese. E in alcuni casi rappresentano un intero progetto.

Se in alcune città infatti la digitalizzazione è già realtà, come per Vienna e Londra (due primati europei) e Saint Albert in Canada, in altri contesti si pensa di costruire una città smart a partire da zero. Quindi non per trasformare l’esistente, ma creare il futuro. Nei prossimi anni sorgerà, in un’area a nord ovest dell’Arabia Saudita, la prima città del mondo totalmente digitale, e la più grande. Si chiama Neom e sarà una città grande come l’intero Belgio. Dove ora è deserto si sposterà un’intera popolazione che vivrà immersa nella tecnologia: Neom sarà infatti alimentata da fonti rinnovabili, con connessione ultraveloce e libera in tutta la città che sarà caratterizzata da Smart mobility, connettività, sostenibilità ambientale, droni.

Smart Cities in Italia

E in Italia? Secondo L’ICity rank 2019, l’ultimo rapporto annuale di FPA che analizza proprio lo status digitale delle città italiane, sono ben posizionate Firenze e Bologna, Bergamo, Trento e Parma. Prima in classifica da ben sei anni consecutivi è Milano, smart city grazie ai suoi ottimi risultati nella solidità economica e mobilità sostenibile, qualità sociale e trasformazione digitale. Molto c’è ancora da fare secondo la classifica in tutela ambientale e capacità di governo, ma in sintesi, considerando anche la classifica 2018 del Sole 24 Ore, Milano è la città dove si vive meglio. Questo perché come già detto le smart city sono attrattive e competitive e quindi spingono l’economia di un paese oltre che a migliorare la vita dei propri cittadini. Una trasformazione che il capoluogo lombardo sta basando sulle infrastrutture digitali (quindi banda larga, Wi-Fi e 5G), servizi digitali ai cittadini per garantire collegamenti semplici e veloci con la pubblica amministrazione, e infine l’educazione digitale. Una città è davvero smart se le persone possono e sanno usufruire di certi servizi, quindi è anche importante che tutti abbiano competenze di base per accedervi.

Accelerare su mobilità, innovazione, sicurezza e urbanistica ha segnato la svolta per la trasformazione della città, nonostante nel complesso l’Italia non sia purtroppo all’altezza di molte altre città europee ed extraeuropee. Ma partendo dai servizi (digitalizzazione di pagamento dei tributi, richiesta di documenti), Milano ha cominciato la sua corsa. Con una qualità della vita migliorata, al punto che Milano è la città che attrae lavoro e persone, unico caso in Italia. E se la qualità della vita dei cittadini è il fine della smart city, il modello non può che essere condiviso, diventando d’ispirazione per ogni città italiana, per avere non città di macchine, ma città di persone, per le persone.